RISALAT
Un ponte sociale e artistico che attraversa il Mediterraneo

RISALAT nasce con l’obiettivo di creare un filo di comunicazione diretto tra Palestina e Italia, di creare ponti tra persone che non avrebbero altro modo di incontrarsi, alimentare un senso di comunità espanso, scardinare stereotipi e, infine, riconoscersi.

Il progetto

Il progetto nasce ad Amman dall’incontro di due amiche che si rivedono dopo tanti anni, condividono un forte senso di impotenza e sconforto di fronte al genocidio e all’occupazione sionista in Palestina e si chiedono: possiamo fare qualcosa di fronte a tutto questo?

RISALAT ha due componenti fondamentali:

  • Una sociale: la corrispondenza epistolare tra Palestina e Italia. Lo scambio di lettere permette di prenderci del tempo da dedicare all’ascolto dell’altro.
  • Una artistica: uno spettacolo teatrale che raccoglie il materiale delle lettere e dà voce ai racconti dei Palestinesi e alle nostre paure più profonde.

Le lettere

Nel giugno 2025 è stato avviato lo scambio epistolare. Finora abbiamo ricevuto lettere da Gaza, dai Territori Palestinesi Occupati e dai campi profughi palestinesi in Giordania.

Ogni lettera porta con sé il peso intimo della memoria e dell’appartenenza, intrecciando storie reali con un linguaggio simbolico fatto di oggetti, immagini e ricordi tramandati di generazione in generazione.

Una vecchia moneta, di prima dell’esistenza di questa “entità”, giace qui davanti a me. La giro: 1942. Non molto tempo fa, eppure abbastanza per dire: eravamo qui. Avevamo la nostra vita, la nostra aria, il nostro… tutto.
La parola Palestina è incisa, in un chiaro carattere arabo. Palestina…
— H., 26 anni, Territori Palestinesi Occupati

Il teatro

La seconda fase del progetto è la creazione della drammaturgia partendo dai contenuti delle lettere. Con il procedere della corrispondenza, gli elementi narrativi prenderanno forma in espressioni visive e multimediali.

L’obiettivo dello spettacolo è duplice: da un lato, far risuonare le storie palestinesi attraverso le parole scelte per raccontarsi; dall’altro, invitare il pubblico occidentale a riflettere sul proprio ruolo di spettatore, di destinatario.

Come possiamo parlarci, quando le parole sembrano non bastare?

Come partecipare

Per iscriverti a RISALAT scrivici a risalat@amelitalia.org, segnando come oggetto “DESTINATARIO RISALAT”.

Per tenere traccia della corrispondenza ti chiediamo: nome, età e il luogo da cui scrivi. Riceverai una lettera tradotta in italiano. Una volta scritta la tua risposta, saremo noi a “spedirla” in Palestina dopo averla tradotta in arabo.

Per informazioni: risalat@amelitalia.org

Chi siamo

Margherita Monti, operatrice umanitaria, ha vissuto negli ultimi anni ad Amman, in Giordania. Collabora dal 2020 con la compagnia Cantieri Meticci di Bologna, dove ha ricevuto la sua formazione artistica.

Sofia Novello Gergen, diplomata all’Accademia di Recitazione L’Oltrarno, sta completando un Master in Pluralismo culturale, cambiamento sociale e migrazioni. Il 31 luglio ha debuttato come regista con L’Occupando, spettacolo originale in prima assoluta al Teatro Marconi di Roma.

Il progetto è realizzato all’interno dell’associazione non profit Amel Italia, attiva con progetti in Italia e in Libano.

Sostieni il progetto

RISALAT vive grazie al contributo di chi crede nella forza delle storie e nella possibilità di costruire ponti attraverso le parole.

Ogni contributo fa la differenza.